mercoledì 13 aprile 2016

Skinny Dip London new love

Quelli sono i miei Gatticorni (o Catcorns per gli internazionali) e io li amo, non giudicatemi.


Ho aspettato un po' prima d scrivere questo post, per vedere se fosse uno di quei flirt passeggeri o un'amore da "Via col vento". Ed eccomi qua, a raccontare la mia nuova mania, il mio nuovo amore da "Romeo e Giulietta" per Skinny Dip London.

Qualche mese fa, tra un saggio di Genetica e una presentazione di Immunologia, mi sono presa una pausa, uno di quei momenti di ristabilimento della pace interiori e nei confronti del Mondo. Un giro per negozi, un caffè da tamarra da Starbucks osservando la fauna locale e le vetrine della Mid-Season primaverile. Tra un negozio e l'altro decisi di entrare da TopShop, troppo caro per le mie finanze, ma uno dei migliori in fatto di Sconti (i quali spuntano una volta ogni 2 mesi più o meno). E lì mi innamorai, colpo di fulmine. In uno stand a metà del negozio, minuscolo e ordinato stavano mille cover per il telefono, borsette dai colori più assurdi e accessori ancora più esagerati. Una cessata, ma una cessata meravigliosa. Da lì la mia storia è iniziata.

Skinny Dip London è un brand che vende solo accessori: iPhone covers, borse di ogni forma e misura, custodie per computer e compagnia bella. La caratteristica principale è la natura assurda, esagerata e colorata degli accessori, un mix tra cosa avevi da bambina e cosa avresti voluto. Il sunto è questo: prendete un mixer, schiaffateci dentro unicorni, brillantini, un paio di sirene e animaletti-moda vari, fate partire e, un po' come per le Superchicche, un'esplosione di brillantini e fumo rosa produrrà qualcosa di magnifico. Oltretutto, il sito fa ottimi sconti e molto spesso. Certo il livello di assurdo e meraviglia richiede oculatezza nella scelta e nella quantità di ciò che si compra, ma la mia teoria che ogni tanto si può, resta alta e sempre attuale (Ne parlavo in questo post).

  
Foto prese dal sito (Link sopra) giusto per capire il livello. #UnicornPower

Non è una recensione lunghissima, lo so, e neanche troppo dettagliata. Il bello di Skinny Dip è proprio questo eccesso non quantificabile o descrivibile. Posso concludere però dicendo che rallegra la giornata ed è apprezzato da tutti, anche da mia madre.

M.


mercoledì 30 marzo 2016

Easter Holidays - Chi non muore si rivede




Sono passati troppi giorni dal mio ultimo post e, devo dire, di essermi quasi spaventata per il senso di abitudine che stavo sviluppando verso il non scrivere. L'indifferenza è la peggior delle malattie. Per questo mi sono spinta con tutte le mie forze a riaprire il pc e ricominciare a battere sui tasti. Come andare in bicicletta, come nuotare, scrivere è una di quelle abilità che non si scordano, se lo ami, se ti appartiene. La mia lunga assenza è dovuta, neanche a dirlo, all'università: quell'universo/buco nero che quando inizia, ti ingoia nei suoi orari e nelle sue scadenze, privandoti del tempo e della voglia di fare altro. A parte guardare la tv e ingrassare. Ma la crisi è passata, le consegne sono state inviate e adesso, nel mio limbo di attesa per i risultati, posso ritagliarmi il tempo per tornare a fare altro, tipo avere una vita. Ovviamente fino al rientro dalla pausa primaverile.

In questo lunghissimo lasso temporale sono successe fin troppe cose: ho compito 22 anni, ho fatto la domanda per la tesi (sempre che si superi quest'anno...) e sono tornata a casa per la pausa di Primavera. E questo è bellissimo perché a) la primavera è bellissima, b) è la stagione più rosa di tutte e c) era tempo che l'esilio finisse. E con questo dirò la cosa più stereotipata in assoluto, quindi preparatevi tutti (ma tutti chi poi non si è ancora capito): vivere all'estero ti fa apprezzare casa tua molto, ma molto di più. 

Wow, che luminare.

Però è così e non ci si accorge fino a che punto ci manchi casa e sia un luogo bellissimo finquando non si passano mesi di assoluta lontananza da tutto ciò che è familiare. Pregi e difetti, che prima magari sapevi, capivi, ma passavano inosservati nella tua mente distratta di cittadina quotidiana, assumono contorni più delineati e definiti. Una volta rimesso piede sulle "sacre sponde" non di Zacinto, ma di casa mia, mi ritrovo sempre ad osservare curiosa una fauna e una flora, prima scontate, adesso sorprendenti. Camminare per le vie della città è come fare un safari e sedersi in un caffè, no studio antropologico. Ho la grande fortuna di vivere in una città considerata un gioiello mondiale, ma finché ci stavo immersa, tra venditori ambulanti, autobus in ritardo e ragazzini che uscivano da scuola, ero più impegnata a odiare il Mondo, piuttosto che a guardarmi veramente intorno. Ma poi vai via, vivi nella grigia Inghilterra e i 40°C all'ombra di Giugno, l'Arno e i suoi topastri magari un po' ti mancano, perché come dice Pieraccioni "d'altra parte tutti i posti c'hanno un su'arredamento". 

Negozio "Il Papiro", Via Cavour, Firenze
Una volta tornati, quindi, ogni scusa è buona per andarsene a zonzo e trascinare chiunque per le vie del centro, per mischiarsi ai turisti e deviare nelle stradine più isolate, fare shopping nei tuoi negozi e ristabilire l'ordine mentale.Il ritorno per Pasqua è un ritorno al sole e alla Vitamina D, agli abiti leggeri e alle abitudini ormai sbiadite. Queste giornate sono state esattamente così, spesi tra esplorazione di casa propria e incontro con i cambiamenti inevitabili, complici della tua assenza. Le vetrine a colori pastello e i turisti entusiasti sono stati la costante di tutte le giornata e l'aria fresca primaverile mi ha dato il suo silenzioso bentornato a casa. 
Girando per il centro e dintorni sono tornata in posti amici e ho visto luoghi nuovi, che conoscevo per sentito dire. Le vie intorno a Duomo e i negozi poco dopo il Mercato di San Lorenzo e le colline intorno a casa sono state i teatri del mio girovagare. Sono sprofondata nei cappotti intrisi di storie del Melrose Vintage Store (Via de' Ginori 18r, pagina facebook qui), provandomi i cappelli con la veletta e piangendo su quelle borse incredibili. Uno dei negozi vinte più belli di Firenze, a mio parere, di stampo londinese per il genere di merce. Ho preso un tè alla Ménagère, subito accanto, circondata dal profumo dei fiori, delle paste e del caffè (sito!). Ci sono stata dopo aver visto mille foto instagram e aver letto recensioni tutte positive. Ho sbirciato le vetrine di negozi storici e non. 50% turista, 50% figlia della mia città. Ho ripreso a are foto, a leggere e a camminare senza la frenesia del ritardo per le lezioni. E tra un pranzo pasquale e una gita di Pasquetta, ho fotografato, composto ai mercatini e finalmente mi sono presa una pausa. Ho instagrammato qualsiasi cosa e, finalmente ho ristabilito il mio equilibrio con il resto del Mondo. 
La Ménagère, via de' Ginori




M.


mercoledì 17 febbraio 2016

Io e le mie ossessioni pt.2



Questo blog è nuovo, una piccola e giovane creatura del mondo interattivo, figlio di un sito internet e riassunto di una mente confusa. Ma ogni 3x2 il mio essere paranoica e perfezionista mi fa scorrere i vecchi post per controllare, nonostante siano giá pubblicati, che tutto sia in ordine: punti, virgole, layout. Tutto. Per questo, devo ammettere che facendo questo giro di correzioni mi infastidiva parecchio il post sulle mie ossessioni/Lush experience che recitava PARTE 1. Perché avevo scritto parte 1? Significava auto-indursi l'ansia di scrivere una parte 2 o 3 o 7. Ma poi ho capito, o meglio mi sono ricordata: io sono un'ossessiva, sono piena di fissazioni, maniacale quanto basta e abitudinaria. Quindi di materiale ne ho abbastanza, in abbondanza, probabilmente a sufficienza per scrivere un romanzo o per completare quei famigerati 7 post di cui parlavo prima. I libri di Harry Potter, i film inglesi con battute discutibili e politeness quanto basta. I libri, gli unicorni, la scienza e le foto. Ma soprattutto le serie televisive. Ma non banalmente le serie TV, soprattutto quelle da nerd, pigiama e risatina da ebete.

The Big Bang Theory, Scrubs e Modern Family sono il golden trio. Concise, secche e mortalmente divertenti. Nella categoria "Puoi guardarle in loop per anni". Da consumare insieme al gelato. Niente drammi, niente lacrime. Oddio per Scrubs questo non vale, che di lacrime versate a causa sua ne ho collezionate così tante da riempirci uno stadio. Le comedies brillanti con battute politicamente scorrette e gag storiche.

Poi ci sono i drammoni, per lo più medical drama i classiconi come ER, Grey's Anatomy, Chicago Fire. Quelle storie da PMS, da scatola di kleenex sul comodino che si svuota ad ogni puntata. Drammoni da morti e mutilati e bambini tristi. Serie che maledici perché uccidono, allontanano, fanno esplodere i tuoi personaggi preferiti e tirano fuori il peggio di te. Tra spoiler googlati e discussioni con amici e parenti (tratto da fin troppe storie vere) ti trascinano in un vortice che ti fa retrocedere a quando avevi 14 anni e seguivi le boy bands. Ancora non sono guarita dai cadaveri di ER. Quanto sono brava che non sto spoilerando. Quanto?

E poi le serie trash, senza senso, stupide così tanto da diventare incredibilmente esilaranti. In cui le espressioni serie suscitano solo risate e mai mai profondità di sentimenti: Pretty Little Liars, Glee, Scream Queens. Lo so, discutibilissime, ma sono guilty pleasures, come i nachos con il guacamole o la Carrot Cake: sai che li rimpiangerai, ma continui inesorabilmente a mangiarli, o in questo caso, guardarli. Scene e scenari incredibili, nel senso di non-credibili, personaggi sopra le righe ed espressioni improbabili. L'assurdo è il denominatore comune della categoria e per questo, c'è da dire che il numero deve essere limitato, altrimenti il Q.I. ne risente ed è un attimo. Di queste solitamente i personaggi che apprezzo di più sono quelli che portano la stupidità al livello master, quelli che sotto la calotta cranica hanno lo spiffero: Brittany di Glee è la regina. 

Le serie degli anni '90/2000 sono una costante, da guardare durante gli stupidissimi hiati tra un'episodio e l'altro o tra una stagione e la seguente delle serie contemporanee. Perché ammettiamolo, con queste pause a metà serie stanno tutti un po' esagerando. Quelle serie da "Rachel, ma che capelli hai?" e da spalline imbottite. Quindi, tra un Beverly HIlls 90210 (quello con Kelly e Brenda, non quello con gli amici di Paris Hilton), un sempreverde O.C. e una lacrima di nostalgia sulle battutacce di Will & Grace, la mia vita scorre saltando da un episodio all'altro, da un personaggio morto all'altro. Ovviamente questo, quando la depressione del vivere tra un capitolo e un altro del libro di Istologia diventa intollerabile. La più recente scoperta, già in voga per il resto del mondo: Sherlock (Benedict Cumberbatch unico amore).

Sì lo so, è la vita che potrebbe fare Sheldon Cooper.

M.