martedì 5 luglio 2016

Marjorie e lo psicodramma della fotografia.


Da quando ho aperto il Blog ho un gigantesco problema, a cui ammetto di non aver pensato prima. Perché? Perché sono notoriamente una persona troppo sveglia. 

Ci sono due categorie di persone: i fotografi e i modelli. Come è evidente da Instagram, Facebook e dalle foto che colorano i miei post, io sono una fotografa, non una modella. Io sono quella che in vacanza porta la macchinona fotografica e fa foto bellissime, centrate e a fuoco agli altri e ad ogni monumento. Questo però porta immancabilmente all'essere anche l'unica persona a cui le foto non vengono mai fatte, sono scattate sfocate o storte. E così si finisce per ricorrere allo strumento del demonio: i selfie. E fatemi dire che dopo un po' ci si stufa anche di foto in cui si vede un pezzo di braccio nell'angolo sinistro e nessun tipo di sfondo retrostante. Basti pensare che l'altro pomeriggio ero vestita carina ero circondata da gelsomini e la luce era perfetta ed io ho passato 10 minuti nel tentativo di mettere il cellulare in bilico su un auto per farmi una foto senza braccio.

Ovviamente ça va sans dire che col cavolo che il telefono è rimasto in bilico no?

Nessuna minaccia, preghiera, richiesta o minimo suggerimento sembra convincere gli altri a ricambiare il favore a ritrarre dei brevi e insignificanti momenti della mia vita. Non mio padre, non il mio ragazzo. E tutto ciò non sarebbe neanche un problema se non fosse che magari, così, per caso, io non ci tenessi a questo Blog e volessi fornirgli materiale di qualità dignitosa. Questo piccolo progettino auto-referenziale, frutto di una mente un po' curiosa e per il quale vorrei avere materiale interessante, divertente, personale. Niente selfie, ma foto che sembrino dire "Hey, guarda mi sono impegnata!". E invece no, il mio destino mi arride e io resto intrappolata nel girone infernale del braccio destro nell'angolo di ogni foto.

Tutto sommato, questo post è 45% autocommiserazione,45% auto-denuncia e 10% di speranza di imbattermi in un caritatevole fotografo.

M.