venerdì 23 settembre 2016

C'era una volta Parigi - Part 2.

La riscoperta è continuata per altri 4 giorni, per i quali, per il nostro bene fisico, i ritmi sono stati rallentati, e le camminate sostituite da viaggi in metro e in bus, con mio grande dispiacere. 

DAY 3

Con la finta promessa che ci fosse poco da camminare, il terzo giorno ho portato la mia metà, novizia in campo parigino, a Montmartre. Troppo affollato. Troppo piccolo. Colorato e affascinante, il quartiere ci ha accolti con i classici artisti di strada e stupiti per i tanti e bellissimi graffiti del circondario. I disegni colorati facevano da anteprima alla basilica del Sacre Coeur, l'occhio vigile sulla città. Con il sorriso sulle labbra siamo rimasti un po' in contemplazione, per poi ridiscendere verso il centro città. La via del ritorno ha attraversato il quartiere di Pigalle e di nuovo Les Halles. Non potevo non portare i miei saluti al Moulin Rouge.



DAY 4

Potrebbe anche essere definita cometa giornata della sfiga massima. Stanchi delle troppe camminate abbiamo programmato la giornata all' Ile de la Cité e dintorni, andando a visitare la Cattedrale, il quartiere di Les Marais e il quartiere degli immigrati e la Sorbonne dall'altro lato. Purtroppo la giornata è stata funestata dal furto del mio portafoglio, quindi, oltre che monumenti e café, abbiamo avuto opportunità di visitare anche un commissariato della gendarmerie. Che fortuna. 
Fortunatamente, però tutta la sciagura è arrivata dopo la sosta al caffe di Shakespeare and Company: un caffè e una libreria fornita di titoli vecchi e nuovi in cui mi sono sentita una bambina a Natale.
























DAY 5

Il giorno successivo è stato il fatidico giorno del Louvre, una sfiancante passeggiata tra i lavori di Da Vinci, Delacroix e troppi altri artisti che mi hanno fatta quasi commuovere. Usciti da lì, rimbambiti dall'arte e la cultura siamo andati a rinvigorire il cervello a Montparnasse, in cui, consigliati siamo andati a mangiare una gallette (crêpe salata) nella Crêperie de Josselin, francamente il posto più buono di Parigi per le crêpes. Ebbri di cibo e sidro dolce abbiamo terminato il lunghissimo giro nei Jardin du Luxembourg. Qui, in una scena quasi da film ci siamo ritrovati tra bambini che facevano andare barchette nel lago e vecchietti mano nella mano. 











DAY 6



In giorno precedente alla partenza, per concludere in bellezza, le mie preghiere sono state accolte e sono stata portata nel mio vero luogo di appartenenza: Disneyland Paris. Poco c'è da dire, tra una coronino e una foto con Ariel il viaggio si è concluso nel migliore dei modi, con una vagonata di stanchezza e di bellissimi e rinnovati ricordi di una delle città più belle del Mondo. Perché dopotutto anche Anastasia diceva che Parigi avesse la chiave del cuor.