martedì 17 gennaio 2017

December Trip: Torino


Dato che ormai sono abituata a fare valigie e prendere mezzi di trasporto di ogni sorta, ho approfittato del Natale per tornare a casa, ingozzarmi e ripartire per andarmene a Torino. Ci vado almeno due volte all'anno e la cosa che più mi sorprende è che ogni volta la città appare diversa. Certo, ci sono i suoi punti fissi, piazze e musei statici nella loro storicità ed eleganza, ma l'insieme è dinamico, fatto di piccoli grandi cambiamenti che si avvertono.

Questo Capodanno, tra un cenone e un brindisi, ho approfittato per vedere La Reggia di Venaria e il centro città di sera, con le Luci d'Artista a creare l'atmosfera giusta. Per quanto riguarda la Reggia, l'impatto è stato strano e il pensiero che si è formato nella mia mente quasi subito è stato: diffidare dell'Instagram. Sì, perché se ci si immagina la Reggia solo come una serie di corridoi bianchi e fashion blogger in posa, si cade in errore. E sì, io me la immaginavo così.

Una diapositiva di me che gioco alla piccola principessa.
La prima parte del museo è infatti ben lontana dall'idea di palazzo reale come si può avere se si è visto Versailles. Prima di entrare nelle stanze dei Savoia, il piano terra dell'edificio principale è adibito a museo, con tanto di video piuttosto inquietante in cui attori Piemontesi (tra cui Luciana Littizzetto e altre facce note) declamano battute da cui non si vede l'ora di fuggire. Se si scampa a questo inizio inquietante, però, l'interno del palazzo è bellissimo e i giardini, anche in inverno, molto suggestivi. I corridoi sono illuminati di luce naturale e si presentano con geometrie perfette e semplicità. Le stanze reali, invece sono piene di quadri e arazzi e stranamente piene di colori. In aggiunta, fuori e dentro il palazzo sculture moderne si incastrano nel panorama classico della Reggia. Il contrasto è strano ma non cozza affatto e la visita risulta particolare e interessante.

Dettagli di soffitti piuttosto belli.

Dovevo farlo.
Assolto il nostro dovere di intellettuali con la visita a palazzo e museo, non ci siamo sentiti in colpa ad abbassare il livello culturale ed andare al Neko Cat Café. Lì dove sono diventata un involontario divano per gatti mentre prendevo il tè, strano ma simpatico. Il caffè è in pieno centro e facilissimo da raggiungere e i gatti all'interno, non si fanno problemi ad arrampicassi sulle spalle dei clienti. Quello è il loro territorio e, una volta entrati, siete solo un altro giochino aggiunto all'arredamento. Che prime donne. 

Luci d'artista firmate Sailor Moon
Io, il tè e un felino comodo.
La visita a Torino è stata breve ma bella e finalmente ho ricominciato a fare foto (le trovate qui), cosa che ha quasi fatto venire un esaurimento nervoso a chi era con me. 

Ops.


M.